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D. 06/08/2004
5.1.3. Le tecnologie. Questi ultimi anni sono stati caratterizzati - come accennato - da cambiamenti fondamentali nel campo delle tecnologie, che hanno fortemente influenzato l'architettura dei sistemi formativi (TBL, Technology Based Learning) che sono arrivati ad una fase - genericamente definita di terza generazione
- in cui sono stati ottimizzati il riutilizzo e l'efficienza nei processi di manutenzione dei sistemi e dei contenuti di e-learning. Cio' consente la realizzazione di processi virtuosi per valorizzare al massimo l'investimento a suo tempo effettuato. Il disegno delle architetture di sistema è giunto, dunque, ad una definizione codificata e ormai largamente condivisa, basata su due livelli, e le componenti tecnologiche di un sistema di e-learning si possono descrivere in termini di moduli del sistema e di infrastruttura di comunicazione. Allo stato, non ha piu' senso identificare un sistema e-learning in una singola piattaforma monolitica e omni-comprensiva; è, per contro, preferibile concepire tale sistema come costituito da piu' componenti e sottocomponenti, software interoperabili grazie all'adozione di standard internazionali, ed ottimizzato per gestire razionalmente le singole attività eterogenee che un processo formativo a distanza su internet puo' sottendere. In particolare, una descrizione semplificata dei sotto-moduli presenti in un sistema e-learning completo, comprende: 1) learning content management system (LCMS): è il modulo dedicato al processo di creazione, gestione e archiviazione dei contenuti didattici e che ne consente «l'assemblaggio» e la condivisione tramite archivi digitali (Digital Repository). Esso eventualmente integra sistemi di authoring per la produzione delle citate «unità autoconsistenti » e per il loro aggiornamento; 2) learning management system (LMS): è il modulo dedicato all'erogazione dei corsi e al tracciamento delle attività di formazione, nonchè alla gestione delle attività amministrative (ad esempio: iscrizione dei discenti, gestione di classi, etc.); esso puo' integrare sistemi di testing; 3) classe virtuale (virtual classroom - VC): è il modulo che consente l'organizzazione di eventi dal vivo; il docente, ad esempio, comunica in tempo reale in video, in audio e scambiando dati con i discenti collegati al sistema. Il modulo consente anche la registrazione degli eventi e delle interazioni, al fine di riproporle in modalità asincrona, e l'integrazione con strumenti idonei a porre in comunicazione tra loro, e a fare cooperare, discenti e docenti e i primi tra loro. Detti strumenti possono essere di tipo sincrono (lavagna virtuale, condivisione di applicazioni e documenti, chat, etc.) e asincrono (e-mail, forum, faq, ecc.); 4) sistema di gestione delle competenze: è il modulo che supporta la rilevazione delle competenze, la identificazione dei fabbisogni formativi e la proposta dei relativi percorsi formativi (puo' essere incluso nei sistemi 1 o 2 sopra elencati). Le suddette componenti possono essere in tutto o in parte presenti nel sistema di e-learning in relazione alle esigenze del progetto. La struttura modulare e l'esistenza di standard di interoperabilità ampiamente condivisi consentono, dunque, la costruzione di un sistema completo e-learning - anche mediante l'utilizzo di componenti fornite da differenti costruttori - contraddistinto da caratteristiche peculiari il cui principale punto di forza è rappresen- tato: dalla diffusione dei Learning Objects - detti anche Reusable Learning Objects (RLOs) - che applicano il concetto di riutilizzabilità ad una delle componenti piu' onerose all'interno di un processo di e-learning: la produzione di contenuti in auto-istruzione o SW didattico (courseware). La progettazione e la produzione di materiali didattici secondo tale filosofia prevedono una parcellizzazione ed indicizzazione di contenuti a livello ben piu' «granulare » rispetto ai precedenti sistemi, cosi' da consentire anche per la componente courseware la massima riutilizzabilità e portabilità fra sistemi ed all'interno di percorsi formativi diversi. dal livello di «granularita» dei contenuti (dimensione dei LO), lasciato libero all'autore, o al produttore, dei contenuti stessi, anche se è generalmente preferibile definire ed adottare un'elevata «granularita» dei contenuti, caratteristica che gioca un ruolo determinante ai fini della loro riutilizzabilità. Inoltre, una elevata «granularita» favorisce una maggiore tracciabilità (tracking), consentendo sistemi avanzati che supportano la personalizzazione dinamica nella sequenzializzazione dei contenuti (sequencing); dalla comparsa e rapida affermazione, a livello internazionale, di specifiche e di standard di interoperabilità basati su tecnologie XML e Web services per il settore elearning, riconosciuti e condivisibili tra produttori di sistemi e contenuti su scala internazionale. Sta ora rapidamente consolidandosi come standard de facto -data la sua rapida diffusione e impiego - il set di specifiche redatto dall'ente IMS Global Learning Consortium, che raggruppa oltre cinquanta operatori del mercato internazionale. Le varie specifiche dell'ente predetto sono state adottate nell'ambito di numerose iniziative nazionali - e di settore - ed hanno consentito di personalizzare differenti profili applicativi, per l'interoperabilità dei sistemi informativi pubblici e differenti settori specifici (istruzione, medicina, difesa, ecc.). Il livello di interoperabilità di un sistema di e-learning è identificabile sulla base dei seguenti parametri: integrazione del concetto di Learning Object durante tutto il percorso di creazione, archiviazione, gestione, erogazione e tracciamento di contenuti in autoistruzione, cosi' da consentire la massima flessibilità di riutilizzo dei contenuti e l'adattamento a specifici percorsi e a condizioni di erogazione eterogenee; maggiore uso possibile della tecnologia XML nella descrizione di strutture di dati (ad esempio: contenuti, dati anagrafici, test valutativi, profili e competenze); impostazione architetturale organizzata per componenti modulari già espressa o esprimibile secondo formati aperti ed interoperabili. L'attività svolta dagli enti di standardizzazione nel settore dell'e-learning è particolarmente vasta e gli obiettivi che gli stessi perseguono consistono nel fornire indicazioni di dettaglio sugli standard che i fornitori di soluzioni tecnologiche, servizi e contenuti dovrebbero proporre nelle loro offerte. La tendenza è dunque quella di costruire specifiche per ognuna delle componenti e dei servizi presenti in un sistema di e-learning, nonchè per il formato dei contenuti. Questa situazione, unita alla circostanza che diverse organizzazioni si stanno occupando di standardizzazione nel settore, ha portato alla nascita, negli ultimi anni, di decine di specifiche per l'interoperabilità dei vari sistemi e dati coinvolti in un processo di e-learning, che, peraltro, non sono facilmente applicabili integralmente. Si parla, allora, di profili applicativi specifici che enti ed organismi pubblici utilizzano, come sottoinsieme delle regole standard, nel proprio campo di attività: ne sono un esempio SCORM (Sharable Courseweare Object Reference Model) - adottato dal Ministero della difesa e dal Ministero del lavoro USA - e le specifiche eGif elaborate dal Governo inglese. Al riguardo, si preannuncia in questa sede che - in esito all'emanazione delle presenti «Linee guida» - su indicazione del Ministro per l'innovazione e le tecnologie, il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione elaborerà e proporrà ai Ministri competenti un «profilo applicativo» per la pubblica amministrazione italiana. Per quanto concerne la progettazione di un'infrastruttura di comunicazione per un sistema di e-learning, le considerazioni che seguono partono dal presupposto che le problematiche legate alla conversione da un metodo tradizionale di formazione in aula al metodo di e-learning siano già state risolte (conversione dei contenuti, ri-progettazione dei corsi e del programma di formazione, ecc.), al pari di quelle relative alla gestione dei contenuti. Ciò premesso, vengono qui identificate, e formano oggetto di attenzione, tre aree collegate all'infrastruttura verticale: server, rete e postazione di lavoro individuale. Per quanto concerne l'area server va deciso se è il caso di dotarsi di un LMS proprio, o se è preferibile acquisire il servizio all'esterno (ASP). Nel primo caso sarà necessario dotarsi di una opportuna infrastruttura - sia hardware che software - e degli skill sistemistici per l'amministrazione e la gestione dell'infrastruttura. Nel secondo caso dovranno essere risolte le problematiche connesse al collegamento con un centro di erogazione servizi remoto, esterno alla rete intranet, in termini di dimensionamento della banda internet in entrata/uscita e gestione delle politiche di routing e sicurezza. La rete è l'area che solitamente comporta le maggiori necessità in termini di adeguamento alle esigenze dei servizi di e-learning. Le problematiche da af- frontare e risolvere riguardano, per un verso, la gestione delle politiche di sicurezza nell'accesso da parte di applicazioni esterne alla rete intranet, per altro verso l'accesso degli utenti ad una vasta gamma di applicazioni esterne. Un'altra esigenza meritevole di attenzione attiene all'adeguamento della capacità di banda all'aumento di traffico generato da applicazioni web based e multimediali ed alla gestione del movimento dei dati su una serie di protocolli non «standard» per una rete intranet. La necessità di supportare applicazioni multimediali nei servizi di e-learning su una rete di trasporto di dati interessa inoltre sia l'infrastruttura di rete geografica che l'infrastruttura di rete locale. Tali applicazioni richiedono comunicazioni simultanee fra gruppi di computer con trasmissione dei pacchetti IP in modalità multicast, in un processo conosciuto genericamente come «comunicazione multipunto». Devono, inoltre, essere adeguatamente considerati gli aspetti collegati ai requisiti hardware e software delle postazioni client, che consentono di fruire dei contenuti di e-learning. Sotto questo profilo, relativamente all'hardware è necessario disporre di una stazione di lavoro attrezzata per gestire contenuti multimediali esigenti in termini di potenza di calcolo, memoria e periferiche audio/video. La configurazione software dovrà essere compatibile con il sistema di formazione e-learning prescelto in termini di: caratteristiche del software di base, tipo e versione del software di navigazione, presenza dei componenti richiesti per la fruizione dei contenuti multimediali, con la conseguente esigenza di prevedere la gestione di una software distribution degli applicativi mancanti.
5.2. Erogazione di un'attività di e-learning. I servizi La fase di erogazione di un'attività di e-learning inizia al momento della fruizione dei contenuti da parte dell'utente e puo' avvenire con diverse modalità, che vengono qui di seguito indicate: on-line in modalità sincrona, attraverso lo strumento della classe virtuale (CV), in cui gli utenti/discenti interagiscono con un docente o tutor della materia: durante la sessione live i discenti possono parlare, utilizzare materiali in vari formati, navigare sul web sotto la guida del tutor, scrivere su una lavagna, fare dei test, formare gruppi di lavoro guidati; on-line in modalità asincrona, con una fruizione di contenuti interattivi che favoriscono la partecipazione attiva dell'utente singolo, o della classe virtuale, al processo di apprendimento; puo' trattarsi di testi, ipertesti, voce, animazioni, organizzati dai docenti e dagli editor multimediali e fruibili dalla rete; off line, con l'utilizzo di supporti, quali testi cartacei, CD-rom, video, DVD, altri materiali scaricabili, con possibilità di stampa dei contenuti in formato testo o immagine. E' anche possibile una combinazione tra le precedenti soluzioni. Non bisogna poi dimenticare - ripetesi - che le attività di e-learning sono rivolte a destinatari eterogenei, a livello di ruoli, competenze, familiarità con gli strumenti di rete. Pertanto puo' essere necessaria una adeguata e corretta integrazione tra la formazione a distanza - cosi' come sopra descritta - e la formazione in aula, ovvero la costruzione di un formato di e-learning blended, per il quale l'intervento formativo in aula resta fondamentale, soprattutto quando si tratta di una utenza che ha ancora poca dimestichezza con le pratiche della formazione on line.
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